Ritorno da Moglia

Ritorno da Moglia

         

Il sisma che ha ferito la pianura padana il 20 Maggio 2012, ha portato centinaia di volontari da tutta Italia nelle zone colpite della Lombardia, dell’Emilia Romagna e del Veneto.

Anche la Provincia di Pavia ha partecipato con orgoglio alle attività di soccorso alle popolazioni nella Provincia di Mantova, nei campi di San Giacomo e di Moglia.

La colonna Pavese, divisa in due gruppi, si è occupata dello smontaggio del campo di San Giacomo chiuso la prima settimana del mese di Luglio, e del controllo delle zone rosse createsi nel comune di Moglia dove, 24 ore al giorno, i volontari hanno controllato lo stato delle cose, lo sviluppo dei danni e soprattutto hanno evitato incidenti anche gravi, gestendo il transito di tutti coloro che per vari motivi dovevano entrare in aree dove erano presenti edifici pericolanti.

L’attività svolta in collaborazione con il comando provinciale dei Vigili del fuoco di Mantova e con la guardia di Finanza, ha permesso che il controllo degli stabili pericolanti, la raccolta degli effetti personali da parte dei residenti accompagnati dai funzionari del 115, le ispezioni dei vari uffici tecnici, venissero effettuati nel rispetto delle regole e nella sicurezza degli operatori e dei cittadini.

La vita al campo si è svolta serenamente, anche grazie all’apporto del traduttore madrelingua in lingua araba che ha permesso di chiarire concetti, tradurre documenti, effettuare annunci agli altoparlanti e contribuendo alla corretta informazione della popolazione residente non di lingua italiana.

Prezioso è stato il rapporto di collaborazione tra tutte le organizzazioni partecipanti. E’ impossibile elencarle tutte ma voglio citare tutti i volontari di protezione civile dei vari enti, i carabinieri, la forestale, le educatrici che hanno fornito un grande servizio di alfabetizzazione agli stranieri adulti e di gioco ai più piccoli, aumentando il livello di integrazione e permettendo un livello di vita di livello superiore, i sanitari che hanno anche effettuato controlli dello stato di salute degli operatori impegnati per lunghe ore in servizi a temperature ed umidità altissime, gli alpini che hanno cucinato ad ogni ora del giorno e della notte per tutti, preoccupandosi anche delle diverse preparazioni legate alla presenza al campo di diverse etnie e religioni, di tutti gli altri…..

La fine di Luglio vedrà la chiusura del campo di Moglia e, si spera, un rapido rientro alla normalità.

Per chiudere voglio fare una considerazione: vivere anche solo una settimana in un campo di raccolta di profughi, rende il volontario un cittadino migliore, perché gli ricorda della fortuna che ha a vivere in un mondo “normale”, dove moltissime cose sono date per scontate e vengono sottovalutate, dove avere acqua, cibo, servizi igienici, privacy, sono cose normali.

Voglio infine ringraziare tutti quelli che hanno collaborato con me nelle attività di soccorso, perché è difficile trovare persone mai conosciute prima che in un attimo diventano i tuoi migliori amici, a cui confidi i tuoi problemi, con cui condividi i tuoi ideali, a cui affidi la tua sicurezza, con cui senti di avere molte cose in comune.

Grazie a tutti voi, e stato un vero onore lavorare insieme!!